Dalle origini al Duecento   versione testuale

Filippo Murri, 'Vescovi ed Arcivescovi dell'Aquila', ed. Arcidiocesi dell'Aquila, L'Aquila 1997 - testo web a cura di Luca Capannolo

L’attuale arcidiocesi dell’Aquila occupa quello che era lo spazio geografico delle ex diocesi di Amiternum (S. Vittorino), Pitinum (Pettino) e Forcona (Civita di Bagno).
 
La diocesi di Amiternum nasce attorno alla tomba del martire Vittorino, esiliato ad Amiternum e martirizzato a Cotilia sotto l’imperatore Nerva. Il corpo del martire riposa nelle catacombe della parrocchiale di S. Michele Arcangelo della frazione di S. Vittorino. Questa figura leggendaria e storicamente poco definibile dà l’inizio alla serie discontinua e incompleta dei probabili vescovi amiternini. 
Subito dopo Vittorino, viene il vescovo Quodvultdeus, che propaga il culto del suo predecessore costruendone la tomba, uno dei più raffinati esempi di arte paleocristiana.
Gregorio Magno ricorda un certo Castorio
Nel 499 compare Valentino, citato come vescovo di Amiternum, tra coloro che sottoscrivono il sinodo romano indetto da papa Simmaco. 
A Valentino succede Ceteo (?-13 giugno 597). Una antica passio narra del martirio a cui fu condannato il vescovo amiternino dal capo longobardo Ambone, infatti accusato di tradimento il presule fu gettato nel fiume Aterno con una pietra al collo. Il suo corpo viene poi ritrovato alla foce del fiume dove ora sorge Pescara, città di cui è patrono.
Dopo Ceteo si ricorda un certo Leonzio, del quale si sa con certezza che era il fratello del pontefice Stefano II.
L’ultimo vescovo di cui si hanno notizie certe è Lodovico, che prende parte al Concilio Romano del 1069, occasione in cui lo scolastico Berengario di Tours abiura le sue idee, che negavano la transustanziazione, e ritorna all’ortodossia cattolica.
Dopo la morte di Lodovico, non avendo più un vescovo proprio, le chiese amiternine entrano a far parte della giurisdizione reatina, da cui si separano solo con la fondazione dell’Aquila e l’istituzione della diocesi aquilana.
 
Le notizie storiche riguardo la diocesi di Pitinum sono scarse e frammentarie. Con certezza si può dire che questa piccola sede episcopale si trovava tra le due diocesi più grandi di Amiternum e Forcona e che nel 499 era governata da Romano. Ben presto questa diocesi viene inglobata e segue le sorti della vicina diocesi amiternina.

La diocesi di Forcona si sviluppa attorno al culto e alla cattedrale del martire Massimo, di cui oggi rimangono alcuni ruderi nelle vicinanze di Civita di Bagno. Di questa diocesi si tramandano i nomi di tre presuli, vissuti in epoche molto lontane.
Ceso (sec. X), uno dei primi vescovi, ha l’onore di ospitare nella sua città papa Giovanni XII e l’imperatore Ottone I, venuti nel capoluogo vestino per rendere omaggio alle spoglie del martire Massimo.Raniero, santo patrono della odierna Civita di Bagno, viene tanto lodato da papa Alessandro II per la corretta amministrazione dei beni ecclesiastici.
Berardo da Padula di cui si parlerà in seguito.
 
 
stampa paginasegnala paginacondividi