Il Novecento   versione testuale

Il bolognese Pellegrino Stagni è il primo vescovo del novecento aquilano. Il presule, prima d’essere consacrato arcivescovo nel 1907, appartiene all’Ordine dei Servi di Maria. La nomina arcivescovile segue quella a parroco di Londra e quindi Procuratore Generale del suo Ordine. Nel 1910 viene nominato Nunzio Apostolico in Canada e, pur mantenendo il titolo aquilano, governa la diocesi attraverso il Vicario Generale Giovanni Garigliano fino al gennaio del 1916. In questo episcopato due sono le circostanze negative che rattristano il lavoro del Garigliano: gli intrighi massonici e il terremoto del 1915.

Il 17 luglio 1918 è promosso alla sede arcivescovile aquilana il cesenate Adolfo Turchi che governerà spiritualmente la diocesi per undici anni fino al 1929. Grande amante dell’Eucarestia celebra all’Aquila il III Congresso Eucaristico Regionale. Da buon umanista e filantropo rinvigorisce gli studi e la disciplina del Seminario Diocesano, nonché apre l’Istituto Magistrale Femminile “A. L. Antinori”, fonda il circolo missionario Pio XI. Durante una visita a Chieti muore improvvisamente.

Dopo due anni viene trasferito da Anagni alla sede aquilana il vescovo Gaudenzio Manuelli. Il decennio del suo servizio vede una piccola rinascita culturale con la creazione del Museo Diocesano. Molto devoto alla figura di Don Bosco chiama in città una piccola comunità di Salesiani. Nel 1934 fa innalzare al centro della Villa Comunale l’imponente chiesa del Cristo Re e il 1° luglio dello stesso anno benedice la prima pietra della chiesa della Madonna della Neve a Campo Imperatore. Muore il 9 febbraio del 1941.

Dal 27 marzo 1941 al 22 febbraio 1950 è promosso arcivescovo dell’Aquila il canonico della Basilica di S. Pietro in Vaticano, Carlo Confalonieri. Il 5 agosto del 1941, poco dopo aver occupato l’arcidiocesi aquilana, sale sul Gran Sasso accompagnato da non pochi fedeli: a ricordo di quella arrampicata, gli viene dedicata una cima, rimasta sino ad allora senza nome, chiamata Picco Confalonieri. Il suo episcopato copre tutto il periodo della Seconda Guerra mondiale. In questa incresciosa circostanza si spende in prima persona presso il comando tedesco di stanza in città per salvare diversi prigionieri, e presso la Santa Sede per ottenere dagli Alleati di risparmiare ulteriori bombardamenti alla città dell’Aquila. Per i suoi numerosi meriti durante l’occupazione tedesca nei confronti della città, ricevette dalla municipalità aquilana il titolo onorifico di Defensor Civitatis. Il 3 luglio 1943 Pio XII eleva, su richiesta del Confalonieri, S. Vittorino d’Amiternum  compatrono della città, di cui si conserva il teschio nella cattedrale sotto l’altare di S. Carlo. L’anno successivo l’arcivescovo celebra solennemente il 650° anniversario dell’incoronazione di S. Pietro Celestino. Costruisce la “via mariana”, un percorso di fede attraverso quindici edicole, che conduce al Santuario di Nostra Signora della Croce di Roio. Il 25 gennaio 1950, terminato il servizio all’arcidiocesi aquilana per la nomina a segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, viene trasferito alla chiesa titolare arcivescovile di Nicopoli al Nesto. Papa Giovanni XXIII lo crea cardinale nel concistoro del 15 dicembre 1958. Nel 1959 ricevette il titolo di Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel 1961 è nominato segretario della Sacra Congregazione Concistoriale, divenendone Pro-Prefetto dal 1966. Dal 1977 accetta il titolo di Decano del Sacro Collegio e pronuncia l’omelia funebre dei funerali di due pontefici: Paolo VI° e Giovanni Paolo I. Muore il 1º agosto 1986 all’età di 93 anni, la sua salma riposa nel cimitero di Seveso, accanto a quelle dei suoi genitori.

Il 5 luglio 1950 L’Aquila ha il suo nuovo arcivescovo: Costantino Stella, già vescovo di Gualdo tadino e Nocera Umbra. Due anni dopo il presule viene eletto Assistente al Soglio Pontificio e nello stesso anno celebra solennemente il 17° centenario di S. Massimo Levita e Martire. Nel 1953-54, in ambito diocesano, indice la Peregrinatio Mariae, il 1° Congresso Mariano e il Congresso Eucaristico. Nel 1958 tiene anche il Sinodo Diocesano. Nel 1971 l’arcidiocesi dell’Aquila perde Cittaducale in favore delle parrocchie di Montereale, Capitignano e Campotosto e l’anno successivo viene elevata a Arcidiocesi Metropolitana, dopo aver assunto come suffraganee le diocesi dei Marsi e di Sulmona-Valva. Il 26 maggio 1973 Costantino Stella lascia l’arcidiocesi metropolitana dell’Aquila e dopo un mese muore a Soligo.

Pochissimi giorni dopo la rinuncia di Costantino Stella viene promosso Metropolita dell’Aquila il piacentino Carlo Martini. Dopo la carriera internazionale a Madrid e a Cuba, dedica tutto il suo zelo alla riorganizzazione dell’arcidiocesi assegnatagli. Sotto il suo episcopato ha modo di celebrare due centenari: quello della Diocesi e quello Bernardiniano, con l’indimenticabile visita del Pontefice. Riorganizza la famosa Perdonanza Celestiniana, dandole la conformazione attuale. Arricchisce la cattedrale di nuovi arredi e preziose suppellettili. L’amore per la cultura religiosa e per gli studi portano l’arcivescovo alla fondazione dell’Istituto di Scienze Religiose, che continua ancora nella sua missione formativa. Stanco del lavoro decennale il 7 aprile gli viene concesso Mons. Mario Nello Peressin, consacrato vescovo il 29 giugno 1983. Muore a Piacenza il 16 luglio 1986.

Dopo le dimissioni del Martini, Giovanni Paolo II° il 7 aprile 1983 nomina Arcivescovo coadiutore il friulano Mario Nello Peressin, consacrandolo nello stadio dell’Oratorio parrocchiale di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone. Nato nel 1923 ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, è ordinato sacerdote il 30 giugno 1946 dall’allora vescovo di Concordia Vittorio D’Alessi. Termina i suoi studi a Roma dove consegue la laurea in utroque iure, intraprendendo in seguito la carriera ecclesiastica diplomatica. Grazie anche alla sua conoscenza delle lingue straniere (fino a sette lingue) è inviato come diplomatico in Filippine, Brasile, Argentina, Paraguay, Perù, Cile, Ruanda, Stati Uniti, Guatemala, El Salvador, Germania e Austria. Il 31 dicembre 1983 diventa titolare dell’arcidiocesi, dopo le dimissioni del predecessore. Il 28 dicembre 1991 inaugura presso il cimitero dell'Aquila, il monumento ai bambini mai nati; l’arcivescovo era già noto per le inflessibili posizioni anti-abortiste. Irremovibile nelle sue idee si fa promotore di una crociata per imporre la sepoltura dei resti degli aborti. Riorganizza radicalmente la diocesi e nel campo liturgico lascia un segno indelebile con la pubblicazione del Proprio dei Santi dell’Arcidiocesi e del Proprio Diocesano della Liturgia delle Ore. Rassegna le dimissioni per raggiunti limiti di età il 6 giugno 1998 e muore in seguito all’aggravarsi delle sue precarie condizioni cardiache l’11 ottobre 1999 nell’Ospedale Regionale di Coppito.

L’attuale Arcivescovo metropolita dell’Aquila è Giuseppe Molinari. Nato nel 1938 a Scoppito, piccolo comune dell’aquilano, è ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Consegue la laurea in Teologia e Paleografia Archivistica e Diplomatica e diviene membro e segretario della commissione presbiterale regionale. Papa Giovanni Paolo II° lo promuove vescovo e il 30 settembre 1989 lo invia alla Diocesi di Rieti. La consacrazione avviene l’8 dicembre dello stesso anno per mano dell’Arcivescovo Mario Peressin. Il 16 marzo 1996 viene nominato Arcivescovo coadiutore dell’Aquila, e il 6 giugno 1998 ne diviene titolare dopo le dimissioni dello stesso Peressin. È membro della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese. Si salva miracolosamente dal crollo di parte del Palazzo Arcivescovile nel violento sisma che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009. Il 28 aprile 2009 accoglie il Papa Benedetto XVI giunto a L’Aquila in visita ai terremotati: proprio a causa del sisma, nella sua missione è attualmente aiutato da Giovanni D’Ercole, nominato vescovo ausiliario nel dicembre del 2009.
Giovanni D’Ercole è consacrato vescovo ausiliario dell’Arcidiocesi aquilana e collabora con l’Arcivescovo Molinari nell’amministrazione e nella gestione del clero diocesano.
 
 
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